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ELETTROCUZIONE

Scarica elettrica cui è sottoposto il corpo umano di un operatore che entri in contatto con una parte di impianto in tensione. Si parla rispettivamente di contatto diretto, quando tale parte è normalmente in tensione (per es. un conduttore, una presa) ed è risultata accessibile o per disavvedutezza dell’utente o per difetto d’isolamento di contatto indiretto, quando la parte non è normalmente in tensione (per es. la carcassa di un motore) ma ha assunto una tensione pericolosa a seguito di un guasto.

In entrambi i casi il corpo umano è percorso da una corrente elettrica, il cui valore dipende anche dalla resistenza elettrica del corpo stesso, e che può produrvi importanti e pericolosi effetti. Essi sono fondamentalmente:la tetanizzazione, a seguito della quale l’infortunato può restare attaccato alla parte in tensione l’arresto della respirazione la fibrillazione ventricolare, consistente in una disordinata contrazione delle fibre ventricolari, che impedisce il regolare funzionamento del cuore le ustioni, che possono conseguire allo sviluppo di calore prodotto per effetto Joule dalla circolazione della corrente nel corpo umano e particolarmente localizzate nei punti d’entrata e uscita della corrente stessa.

I provvedimenti protettivi contro i pericoli di e. sono soprattutto di tipo preventivo (o passivo) nel caso di contatto diretto (accurato dimensionamento e controllo dell’isolamento), anche se vi si può affiancare l’impiego, come protezioni repressive (o attive), di interruttori differenziali ad alta sensibilità.

Terapia
- Provvedimenti immediati: Interruzione del contatto elettrico, bloccando la fonte energetica.
- Rianimazione cardiorespiratoria in caso di arresto dell'attività respiratoria e cardiaca.
- Trasposto in ospedale con assistenza respiratoria

Trattamento ospedaliero deve comprendere il controllo dell'attività respiratoria con eventuale ventilazione meccanica.