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EPATITE NEONATALE DA VIRUS B

Malattia infiammatoria diffusa a carico degli epatociti causata da un'infezione da virus dell'epatite B (HBV), solitamente acquisita durante il parto.

Delle varie forme di epatite virale riconosciute (epatite A, epatite B ed epatite C), solo l'HBV è riconosciuto come causa importante di epatite neonatale. Lo spettro delle manifestazioni è ampio, con la maggior parte dei neonati che sviluppa un'epatite cronica subclinica.

EZIOLOGIA
L'HBV è un virus a DNA, a doppia elica. L'antigene di superficie (HBsAg) si trova sulla superficie del virus ed è accompagnato da particelle sferiche e tubulari più piccole che rappresentano l'eccesso di materiale capsulare virale.

La principale sorgente di infezione neonatale è la madre infetta durante il parto. (Lo screening dei donatori sul sangue per l'HBsAg ha praticamente eliminato il rischio di esposizione a derivati del sangue contaminati). Nella madre l'epatite acuta di tipo B, durante il 3° trimestre o nei 2 mesi dopo il parto, è associata al 73% di rischio di trasmissione; d'altra parte il rischio da madri con epatite acuta di tipo B durante il primo o secondo trimestre è solo del 6%. C'è anche un alto rischio di trasmissione dell'HBV dalla madre al bambino se la madre è portatrice cronica asintomatica di HBsAg e di antigene e. I portatori privi dell'antigene e o che possiedono anticorpi anti HBe trasmettono meno facilmente la malattia.

La trasmissione dalla madre al bambino si ha in primo luogo per una microtrasfusione materno- fetale durante il travaglio o per contatto del neonato con i secreti vaginali infetti nel canale del parto. La trasmissione transplacentare è rara. La trasmissione post-partum si può avere se il bambino viene a contatto col sangue materno infetto, con la saliva, con le feci, con le urine o con il latte materno. L'infezione neonatale da HBV può essere importante in alcune comunità nel mantenere il serbatoio virale.

SINTOMI
La grande maggioranza dei neonati infetti da HBV sviluppa un'epatite cronica, subclinica caratterizzata dalla persistenza dell'antigenemia HBsAg e da una variabile elevazione dell'attività transaminasica. Istologicamente, questa patologia ha un quadro simile all'epatite cronica che si verifica negli adulti. Molti bambini nati da donne con epatite acuta di tipo B durante la gravidanza, sono di basso peso, a prescindere dal fatto che siano infettati da HBV.

La prognosi a lungo termine non è conosciuta, sebbene lo stato di portatore di HBsAg, fin dalle prime epoche della vita, sembra aumentare significativamente il rischio di successive malattie epatiche (p. es., epatite cronica, cirrosi, carcinoma epatocellulare). Raramente, i neonati infetti da HBV possono sviluppare epatite acuta di tipo B, che è di solito lieve e autolimitata, con ittero, letargia, accrescimento stentato, distensione addominale e feci color argilla. In qualche caso, i bambini sono colpiti gravemente, con epatomegalia, ascite e iperbilirubinemia (principalmente di tipo coniugato); raramente la malattia è fulminante e anche fatale. L'epatite fulminante si ha più frequentemente in bambini nati da portatrici sane che da quelli nati da madri con epatite acuta di tipo B.

PROFILASSI
Tutte le donne in gravidanza devono effettuare sistematicamente in ogni gravidanza un test di ricerca dell'HBsAg, in occasione di una visita prenatale precoce, altrimenti esse devono essere testate al momento del ricovero per il parto.

Ai bambini nati da madri HBsAg positive deve essere somministrata 1 dose di 0,5 ml IM di immunoglobuline specifiche per l'epatite B (HBIG) entro le 12 h dalla nascita. Deve essere somministrato IM, in una serie di 3 dosi, un vaccino ricombinante contro il virus dell'epatite B (Recombivax 5 mg/0,5 ml o Engerix B 10 mg/0,5 ml). La prima dose va somministrata contemporaneamente alle HBIG, ma inoculata in altra sede; comunque, la prima dose può essere somministrata entro i primi 7 giorni di vita. La 2a e la 3a dose devono essere somministrate a 1 mese e a 6 mesi di intervallo dalla prima. Si raccomanda poi, a 12 e a 15 mesi, di eseguire la ricerca dell'HBsAg e degli anti-HBs.

In particolare dove l'infezione da epatite B è altamente endemica o la ricerca dell'HBsAg nella madre è irrealizzabile, la più efficace strategia per controllare l'epatite B è rappresentata dalla vaccinazione di tutti i neonati (utilizzando 5 mg/0,5 ml di Recombivax o 10 mg/0,5 ml di Engerix B).

Non è raccomandato separare il figlio dalla madre HBsAg-positiva e l'allattamento al seno non sembra aumentare il rischio di trasmissione postnatale dell'HBV, in particolare se il neonato ha ricevuto le HBIG e il vaccino anti-epatite B. Tuttavia se la madre ha ragadi o ascessi del capezzolo o altra patologia del seno, allora l'allattamento potrebbe determinare la trasmissione dell'HBV.

TERAPIA
Nell'epatite B acuta sono necessari il trattamento sintomatico e una nutrizione adeguata; non sono utili né i corticosteroidi né le IG specifiche per l'HBV.

Non esiste trattamento per l'epatite cronica subclinica, ma a causa del rischio di sviluppare una malattia importante, la funzionalità epatica deve essere periodicamente controllata.