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GOZZO

Condizione patologica caratterizzata da un aumento di volume circoscritto o diffuso della tiroide, a lento sviluppo, che non regredisce spontaneamente.

Si manifesta con un ingrossamento della regione anteriore del collo, di vario volume, tale a volte da provocare compressione della trachea e dell’esofago, e quindi difficoltà alla respirazione (dispnea) ed alla deglutizione (disfagia).

La funzionalità della tiroide può essere normale o aumentata. In base alla causa determinante si distinguono un g. semplice, un g. iperplastico o tossico e un g. infiammatorio. In rari casi può essere il risultato di assunzione di sostanze gozzigene (litio, fuco, farmaci antitiroidei con posologia scorretta).

Una corretta assunzione di iodio può evitare la comparsa della forma semplice.

Altre forme rare di gozzo esistono nel lupus, nell’acromegalia, nelle emorragie tiroidee.

GOZZO SEMPLICE
Questo tipo di gozzo non si accompagna ad alterazioni funzionali. Può essere endemico, quando compare in un gran numero di individui abitanti determinate zone, dette aree gozzigene sporadico, quando compare in individui al di fuori di zone gozzigene. Il gozzo endemico si accompagna spesso a segni di ipotiroidismo o a cretinismo. Il gozzo sporadico è più frequente nel sesso femminile, in età adulta.

La tiroide può raggiungere dimensioni cospicue ed esercitare gravi fenomeni compressivi sugli organi del collo. Nella insorgenza di queste forme gioca un ruolo importante l’eccessiva stimolazione della tiroide da parte dell’ormone tireotropo ipofisario, conseguenza di una deficienza di iodio nella dieta, o di altri fattori capaci di interferire nella sintesi dell’ormone tiroideo.

GOZZO IPERPLASTICO O TOSSICO

In questo caso la presenza del gozzo si associa a segni più o meno marcati di eccessiva funzionalità della tiroide (ipertiroidismo), che può assumere i caratteri del morbo di Basedow o della tireotossicosi. Queste forme sono determinate da diversi fattori, ancora in gran parte poco conosciuti.

GOZZO INFIAMMATORIO

Questo tipo di gozzo è determinato da processi infiammatori che interessano la ghiandola (tiroiditi acute o più spesso croniche quali, per esempio, la tiroidite di De Quervain e la tiroidite di Hashimoto).

L’individuazione del tipo di gozzo richiede, oltre allo studio clinico del paziente, anche indagini funzionali di laboratorio (dosaggio degli ormoni tiroidei circolanti nel sangue, valutazione della captazione di iodio radioattivo da parte della tiroide, metabolismo basale ecc.).

La diagnosi si basa sull’esame clinico che evidenzia l’aumento di volume della ghiandola. In presenza di noduli definiti è opportuno, dopo indagine ecografia, effettuare una biopsia.

È corretto studiare comunque la funzionalità tiroidea, il cui profilo orienta nella diagnosi differenziale tra le varie forme.La terapia si fonda essenzialmente sulla asportazione chirurgica subtotale della ghiandola nelle forme di gozzo diffuso, oppure sulla enucleazione del nodulo gozzigeno nelle forme di gozzo nodulare.