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MALOCCLUSIONI

Letteralmente la malocclusione dentale indica una cattiva occlusione ovvero uno scorretto allineamento delle arcate dentali quando si chiude la bocca. Per capire meglio questa definizione è utile chiarire in cosa la malocclusione si differenzia dalla condizione di allineamento dei denti che dovrebbe verificarsi normalmente.

Per occlusione dentale si intende la maniera in cui i denti vengono a contatto quando si serrano. Infatti chiudendo   la bocca  la  mandibola (parte inferiore mobile)  si articola rispetto alla mascella (parte  superiore fissa) e le due arcate dentarie  si toccano. Si determina  così l’occlusione dentale.  

Una occlusione dentale può considerarsi  normale  o corretta  se si verificano le seguenti  3 condizioni:

L’arcata dentale superiore  è posizionata  leggermente all’esterno rispetto a  quella inferiore  in maniera tale che i suoi  molari e premolari  precedano gli omologhi inferiori di non più di mezzo dente.
Ogni dente,  sia esso appartenente all’arcata superiore che a quella inferiore, tocca due denti dell’altra arcata.
I due  incisivi superiori  ricoprono quelli inferiori  per circa la terza parte della loro lunghezza.

Se queste condizioni sopra elencate sono verificate le arcate dei denti, la muscolatura del volto e del collo e le strutture ossee che le sorreggono vengono a trovarsi  in rapporto armonico tra loro. Perciò in tale situazione la muscolatura interessata  non è sottoposta ad  anomale tensioni.  Le forze interne bilanciano esattamente quelle esterne.  

Se invece qualcuna, o tutte le  tre condizioni precedenti,  non sono soddisfatte si perde il rapporto  armonico  e le  strutture che interagiscono  vengono sollecitate in maniera impropria.   E abbastanza chiaro che la malocclusione è causa di  anomale tensioni dei muscoli  di volto, collo e cavo orale (della lingua).  Muscoli  da cui dipendono essenziali  processi come:  masticazione, deglutizione ed articolazione dei suoni .  E’ perciò comprensibile  che la malocclusione possa compromettere tali funzioni. 

Meno intuitiva è invece la constatazione che la malocclusione possa creare problemi posturali e di corretta deambulazionre. La spiegazione di tutto ciò è comunque alquanto semplice. I muscoli  interessati dalle tensioni provocate dalla malocclusione agiscono anche sulla colonna vertebrale e la loro innaturale tensione  determina  anomale sollecitazioni  dalle quali può derivare  scorretto allineamento e quindi i problemi di postura, di equilibrio e deambulazione.  

Come si classificano le malocclusioni: il criterio di Angle. 

Si usa far distinzione tra malocclusione scheletrica e malocclusione dentale.
Quella scheletrica  è una cattiva occlusione determinata da problemi  ossei ossia difetti di sviluppo di mandibola o mascella.
Quella dentale è invece conseguenza di difetti  della forma delle arcate dentarie o di un cattivo allineamento  e/o disposizione dei denti al loro interno.
Le malocclusioni dentali  si classificano secondo il  criterio introdotto da Edward H. Angle agli inizi del 900. Questa classificazione si basa sul presupposto che il primo molare superiore che spunta a 6 anni si trova sempre in una posizione corretta e che perciò è possibile determinare la posizione degli altri denti usando come  riferimento la sua.  

La classificazione di Angle prevede tre classi di occlusioni e precisamente:
I classe o di normo-occlusione.  Le due arcate dentali sono disposte correttamente. La cuspide mesovestibolare (una delle 5 punte che sporgono) del primo molare superiore va ad allocarsi  nella scanalatura  del  primo molare inferiore.  I problemi malocclusivi in tali condizioni se ci sono saranno ovviamente lievi e tali da non determinare alterazioni funzionali ma solo estetiche. Essi possono essere frontalmente  di spaziatura eccessiva tra denti consecutivi, loro eccessivo affollamento, rotazioni,  eruzione su altri denti, etc.
II classe o di disto-occlusione. Il solco vestibolare del  primo molare inferiore si trova,  in posizione di occlusione, più indietro del primo molare superiore e  la cuspide mesovestibolare di questo  viene così ad essere  posizionata o sul premolare inferiore o nello spazio tra premolare e molare.   

In funzione di come poi sono disposti i denti anteriori , fermo restante la disposizione dei molari, possiamo avere due distinti sottotipi:

I molari sono occlusi come quelli di classe II ed  i denti anteriori sporgono con aumento dell’ovejet o sovraggetto ossia della distanza orizzontale  tra  il margine degli incisivi superiori e quello inferiore.
I molari sono occlusi come quelli di classe II  ma i denti anteriori non sporgono e l’overjet è assente perchè  gli incisivi superiori  sono retro inclinati verso il palato.
III classe o di mesio-occlusione.  La cuspide del primo molare superiore in condizione di occlusione si posiziona  distante  e posteriormente  al solco vestibolare del primo molare inferiore.  

In questa tipologia di malocclusione può aversi, o meno, la inversione del morso. Inversione del morso che è  la condizione per cui gli incisivi superiori vengono occlusi  all’interno di quelli  inferiori.
La classificazione di Angle anche se comunemente usata  tiene conto solo dei problemi che si sviluppano lungo una sola delle tre direzioni  in cui è possibile scomporre lo spazio tridimensionale: (verticale, orizzontale, sagittale) ossia quella sagittale che va dalla parte posteriore a quella anteriore del corpo.  

CAUSE
Le cause per cui può aversi uno scorretto allineamento dei denti sono molteplici di seguito ne riportiamo alcune delle più comuni.
- Ereditarietà. La malocclusione viene trasmessa ai figli con il patrimonio genetico.
- Abitudini viziate della prima infanzia negli anni nel periodo  che precede  l’età della completa dentizione.  Esempi di tali abitudini perniciose sono: uso del ciucciotto e del biberon dopo il compimento dei tre anni, addormentarsi succhiando il pollice, etc. Tali abitudini deformano l’arcata dentale ed il palato.
- Interventi  per cure dentali mal eseguiti. Come possono essere:  ricostruzioni, capsule, etc.
- Denti spezzati o mancanti non rimpiazzati o ricostruiti creano squilibrio del normale allineamento e alterazione  del profilo dell’arcata dentale.  I denti in breve tempo tendono ad occupare gli spazi vuoti e quindi a spostarsi se questo è laterale o estrudere se questo è sopra o sotto.
- Fratture mascellari o mandibolari.
- Neoplasie del cavo orale o di mascella e mandibola.
- Abitudine a serrare i denti durante il sonno. Problema noto come bruxismo.

DIAGNOSI
La diagnosi  della malocclusione è essenzialmente clinica. L’ esame obiettivo dei segni, e l’ anamnesi consentono di diagnosticare con precisione la tipologia di malocclusione. 
I segni della malocclusione sono quelli che lo specialista, che è l’odontoiatra o l’ortodontista, riscontra all’esame obiettivo del paziente e quindi tutte le caratteristiche che delineano le varie tipologie sopra riportate di malocclusione.
Diviene  poi importate ai fini della valutazione della terapia  da mettere in atto una precisa valutazione dei parametri che caratterizzano la malocclusione. Per effettuare ciò spesso si rende necessario realizzare dei calchi e quindi dei modelli in gesso delle arcate dentarie. 

Su tali modelli si rilevano con precisione i seguenti parametri:
- forma dell’arcata superiore ed inferiore;
- rapporto molare (rapporto in condizione di occlusione  tra il primo molare superiore e l’inferiore classificazione di Angle);
- rapporto canino (in occlusione il canino superiore deve posizionarsi tra canino inferiore e premolare);
- scostamento tra le linee mediane delle arcate che in condizione di normocclusione devono essere centrate tra loro e col volto;
- overjet (distanza tra il margine degli incisivi mascellari e la faccia vestibolare degli incisivi mandibolari);
- sovramorso (sopravanzo degli incisivi superiori rispetto agli inferiori in occlusione e condizione di morso profondo).

TERAPIA
Gli interventi di  cura  per correggere le malocclusioni hanno tante più probabilità di successo quanto prima vengono intrapresi. Nei bambini poichè le strutture muscolo scheletriche non sono completamente formate sono facilmente e velocemente modificabili. 
La tipologia di trattamento dipende ovviamente dal difetto che bisogna correggere.
Vengono di norma utilizzate bande, fili o elastici di vario materiale per modificare la forma delle arcate dentali e del palato.
Apparecchi, i cosiddetti bite, di materiale resinoso per correggere cattive abitudini quali il bruxismo e portare la mandibola in posizione corretta.
In talune occasione si rende necessario estrarre denti sovraffollati  o mal posizionati.
In rare occasioni occorre intervenire chirurgicamente per correggere mascella o mandibola o riallineare e stabilizzare l’articolazione tempo-mandibolare. In alcune occasioni si rendono necessari radiografie di mascella e mandibola e soprattutto teleradiografie  che consistono in radiografie  con fasci di raggi X paralleli in maniera da ottenere immagini aventi la stessa dimensione del bersaglio. La cosa consente di misurare sulle lastre gli eventuali scostamenti.