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ORZAIOLO

Processo infiammatorio acuto, provocato in genere da batteri stafilococchi, interessante una o più ghiandole sebacee annesse alle ciglia palpebrali. Si tratta di un piccolo ascesso dovuto alla suppurazione delle ghiandole sebacee e si sviluppa con maggior frequenza verso l’esterno delle palpebre.

SINTOMI
Fastidio al bordo della palpebra e l’avvertire qualche cosa di estraneo all’occhio sono spesso i segni dell’inizio di questo disturbo. Toccando col dito, si avverte una zona dolorosa che si arrossa e che in poche ore si gonfia talvolta tutta la congiuntiva è arrossata, la palpebra è tumefatta, il dolore è assai vivo alla pressione, l’occhio è socchiuso e lacrimoso e nei casi più gravi può esservi anche una modesta febbre. In genere, in 24 ore, la parte ammalata si delimita e assume l’aspetto tipico dell’o.: una formazione tondeggiante della grossezza di un chicco d’orzo (da cui il nome), con al centro un puntino giallastro. In seguito essa diventa molle e spontaneamente si rompe, emettendo del pus. In 4 o 5 giorni la parte guarisce.Talora gli orzaioli possono svilupparsi più internamente con infezione delle ghiandole di Meibomio in questo caso, rovesciando le palpebre, sarà possibile rendersi conto dell’affezione.

TERAPIA
Impacchi caldi e pomate antibiotiche come ad esempio Ribomicin, determinano la guarigione in genere, quando l’o. è giunto a maturazione, il pus fuoriesce spontaneamente.