Scarica l’applicazione per visualizzare oltre 400 farmaci con relativi dosaggi ad uso pediatrico e 300 malattie con sintomi e relative terapie. Un prontuario farmaceutico pediatrico tascabile.

 

 

ipediatria ipediatria

Malattie

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

STENOSI IPERTROFICA DEL PILORO

E' una malformazione congenita del piloro che consiste in un aumento dello spessore della parete addominale, risolvibile con un piccolo intervento chirurgico. Il piloro è la “valvola” che regola il passaggio del cibo dallo stomaco all’intestino (duodeno). La stenosi ipertrofica del piloro consiste in un aumento dello spessore della parete muscolare. Questo ispessimento della parete muscolare, impedisce al cibo di scendere dallo stomaco all’intestino, dando origine ad un vomito ingravescente e “a getto”. La causa di tale patologia è fino ad oggi sconosciuta. La frequenza con cui si presenta è di circa un bambino ogni mille. Il trattamento più efficace è quello chirurgico.

CLINICA
Vomito a getto, mucoso, alimentare, mal biliare, in concomitanza o dopo 2-3 ore dal pasto che compare tra la 3 e la 6 settimana di vita.

DIAGNOSI
La diagnosi si effettua con una semplice ecografia. Una volta confermata la diagnosi, il bambino sospende momentaneamente l’alimentazione e tramite la flebo viene sostenuto con un adeguato apporto di liquidi e zuccheri. La flebo, anche se appare fastidiosa ed ingombrante nel contatto con il bambino, gli permette di assumere tutti gli elementi nutritivi necessari senza dover subire nuovamente il trauma del vomito.

TERAPIA
L’intervento consiste, attraverso un piccolo taglio intorno all’ombelico, nella incisione della parete muscolare del piloro ispessita, viene così ripristinato il normale transito dell’alimento (è come aprire le chiuse di una diga). Dopo l’intervento il paziente terrà ancora la flebo ed avrà, per alcune ore, anche il sondino naso-gastrico per evitare il vomito nell’immediato post-operatorio.
Quali comportamenti è necessario osservare nella fase post-operatoria? Le prime ore dopo l’intervento, quando l’effetto dell’anestesia finisce, sono le più delicate. Il paziente appare “stranito” come per uno stato di malessere generalizzato e diffuso a cui ciascun neonato reagisce in modo individuale. Vi sono neonati che piangono, altri che dormono profondamente, altri in cui si osserva un sonno interrotto di soprassalto. In queste prime ore l’aiuto più grande che i genitori possono offrire al proprio figlio è quello di rassicurarlo attraverso lo sguardo, il contatto fisico e la parola, di essere accanto a lui, perché non si senta solo, di imparare dalle infermiere come è meglio prendere in braccio il bambino quando ha la flebo. Ciò consente di prendere confidenza e superare il timore indotto dalla flebo. Il bambino riprenderà finalmente a mangiare dopo 12-24 ore dall’intervento. All’inizio vengono somministrati solo 40 ml. di latte a pasto per poi arrivare gradualmente, in 3a giornata post-operatoria alla quantità di latte che prendeva già a casa. Dopo 3-4 giorni dall’operazione si torna finalmente a casa. A casa non sono necessarie particolari medicazioni se non la sostituzione della garza quando questa si sporchi o si bagni. È sconsigliabile il bagno ad immersione fino al controllo in ambulatorio. Dopo una settimana dal giorno delle dimissioni occorre tornare in ambulatorio per controllare la ferita, mentre i punti non verranno tolti perché si riassorbono da soli.