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DEFICIT DI ATTENZIONE-IPERATTIVITA (ADHD)

ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder), è la sigla della sindrome da deficit di attenzione e iperattività.

Il Disturbo da deficit d'attenzione ed iperattività (ADHD) è un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in alcuni casi impedisce il normale sviluppo e integrazione sociale dei bambini. Si tratta di un disturbo eterogeneo e complesso, multifattoriale che nel 70-80% dei casi coesiste con uno o più altri disturbi (fenomeno definito comorbilità). La coesistenza di più disturbi aggrava la sintomatologia rendendo complessa sia la diagnosi sia la terapia. Quelli più frequentemente associati sono il disturbo oppositivo-provocatorio e i disturbi della condotta, i disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, disgrafia, ecc.), i disturbi d'ansia e, con minore frequenza, la depressione, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo da tic, il disturbo bipolare.

Per la normalizzazione del comportamento di alcuni pazienti iperattivi e con deficit d'attenzione si sono rivelati efficaci, unitamente a terapie comportamentali, a cambiamenti dello stile di vita e ad interventi psicoterapeutici anche trattamenti con farmaci contenenti metilfenidato o atomoxetina. Ma critiche sono state mosse sull'uso di questi medicinali.

L'8 marzo 2007 l'Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato l'uso di tali presidi terapeutici anche in Italia . I farmaci devono rientrare nell’ambito di un programma di terapia multimodale monitorato dal Registro nazionale tenuto dall'Istituto Superiore di Sanità.

In Italia gli adolescenti e i bambini in cura, all'aprile 2010, sono circa 1600 (dato cumulativo).

Diagnosi

L'ADHD è diagnosticato attraverso un assessment psichiatrico; al fine di escludere altre potenziali cause possono essere svolti esami fisici, radiologici e test di laboratorio.

In nord America, il DSM-IV è spesso usato come base per la diagnostica mentre in Europa viene più utilizzato l'ICD-10. Utilizzando i criteri del DSM-IV una diagnosi di ADHD è più probabile rispetto all'utilizzo del ICD-10. Tuttavia, nella pratica clinica, la diagnosi si basa anche su diversi altri elementi che quelli contenuti nei manuali. Sono infatti tenuti in considerazione l'ambiente in cui si muove il bambino, la scuola e altri fattori sociali.

Molti dei sintomi di ADHD si verificano di volta in volta in tutti ma in pazienti affetti da ADHD, la frequenza di questi sintomi è più grande e la qualità della vita dei pazienti è drasticamente ridotta. L'analisi deve avere riguardo a molteplici ambienti e situazioni per addivenire a una diagnosi di ADHD.

Come per molti disturbi psichiatrici e medici, la diagnosi convenzionale è fatta da un professionista qualificato nel settore sulla base di un determinato numero di criteri. Negli Stati Uniti questi criteri sono stabiliti dalla American Psychiatric Association nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV), 4 ª edizione.

Sulla base dei criteri del DSM-IV elencati qui di seguito, sono classificati tre tipi di ADHD :

- ADHD di tipo combinato
- ADHD con predominanza di disattenzione/distrazione
- ADHD con predominanza di iperattività/impulsività

Trattamento


I metodi per trattare l'ADHD spesso coinvolgono una combinazione di fattori: terapie comportamentali, cambiamenti dello stile di vita, interventi clinico-psicologici e farmaci. Uno studio del 2005 rileva che il trattamento farmacologico unito al focus sui comportamenti è il metodo più efficace per la cura dell'ADHD[38]

Interventi sul comportamento
Uno studio del 2009 conclude che ci sono forti prove circa l'efficacia di terapie centrate sul comportamento nell'ADHD

Le terapie psicologiche usate per curare l'ADHD includono interventi psico-educativi, terapie comportamentali, terapie cognitive, psicoterapia interpersonale, terapia familiare e altre.

Gli interventi di training sul tema svolti con i genitori hanno mostrato di avere benefici nel breve periodo. Anche la terapia familiare ha mostrato di potere essere utilmente usata nella cura del'ADHD,[41] sebbene tale approccio possa essere difficile in realtà familiari con genitori divorziati.

Terapia farmacologica
La terapia farmacologica si è dimostrata quella migliore in termini di costi-benefici unita alle terapie comportamentali negli studi (con follow-up di 14 mesi) che hanno riguardato la cura dell'ADHD. Nella cura dell'Adhd possono essere utilizzati farmaci stimolanti o "non stimolanti".

L'uso di farmaci non è tuttavia raccomandato per bambini in età pre-scolare poiché non si conoscono gli effetti di lungo periodo di questi farmaci.

I farmaci stimolanti usati sono: Metilfenidato (Ritalin, Metadate, Concerta), dextroamphetamine (Dexedrine), anfetamine (Adderall), dextromethamphetamine (Desoxyn) e lisdexamfetamine (Vyvanse). In ogni caso è richiesta molta cautela nella prescrizione di questo tipo di farmaci che incrementano il livello di dopamina stante la possibilità che creino dipendenza.

Atomoxetina (Strattera) e Guanfacine (Intuniv) sono i soli farmaci non stimolanti approvati per la cura dell'ADHD.

Effetti indesiderati comuni sono:
diminuzione dell'appetito, perdita di peso, dolori addominali, più raramente cefalea, irritabilità, insonnia, propensione al pianto.