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Malattie

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DERMATOFITOSI

Infezioni causate da dermatofiti, funghi in grado di parassitare esclusivamente strutture morte, ricche di materiale cheratinico (strato corneo, peli, unghie).

Trichophyton, Epidermophyton, e Microsporum sono i più coinvolti, ma la differenziazione clinica tra i vari dermatofiti è difficile. La trasmissione avviene, in genere, tra persona e persona o da animale a persona. Verosimilmente gli animali domestici non sono i soli responsabili.

Alcuni dermatofiti producono una infiammazione scarsa o nulla o una risposta immune; in molti casi il microrganismo persiste, causando esacerbazioni e remissioni intermittenti, con guarigione centrale ed estensione periferica. In altri casi, l'infezione acuta causa l'improvvisa comparsa di vescicole e bolle in sede plantare, oppure forma nello scalpo lagune infiammate (Kerion), dovute a un'intensa reazione immunologica verso il micete; solitamente, l'infezione è seguita da remissione o da guarigione.

Diagnosi
La diagnosi viene espressa clinicamente a seconda della sede affetta ed è confermata dall'esame microscopico diretto delle squame immerse in una soluzione di idrossido di potassio e dall'esame colturale che permette l'isolamento del micete patogeno nel materiale prelevato.

Terapia
La maggior parte delle infezioni cutanee risponde molto bene ai preparati topici antimicotici, come gli imidazolici (miconazolo, clotrimazolo, econazolo, chetoconazolo), il ciclopirox, la naftifina o la terbinafina. I casi resistenti, o quelli con coinvolgimento diffuso, richiedono l'utilizzo di una terapia sistemica.

I farmaci sistemici più innovativi comprendono itraconazolo e fluconazolo, triazolici orali e terbinafina, allilamina di seconda generazione. Questi farmaci sembrano essere più sicuri e più efficaci del chetoconazolo, un derivato imidazolico orale ad ampio spettro che sia efficace nelle infezioni da dermatofiti, sebbene l'occasionale tossicità epatica (grave o anche fatale) ne limiti l'utilizzo. L'itraconazolo interagisce con molti farmaci comunemente prescritti.

La terbinafina ritarda lo svuotamento gastrico e gli effetti collaterali GI si manifestano nel 3-5% dei pazienti. Un'alterazione del gusto compare meno frequentemente e gli effetti collaterali epatici ed ematologici sono rari. Comunque, la funzionalità epatica deve essere valutata all'inizio del trattamento e quindi monitorata periodicamente. I nuovi antimicotici sono più efficaci della griseofulvina nelle dermatofitosi, tranne forse nella tinea capitis.

Fino a poco tempo fa, la griseofulvina era il farmaco sistemico antimicotico di più ampio utilizzo, ma il suo uso come farmaco di prima scelta nel trattamento delle dermatomicosi sta diminuendo a causa dei nuovi farmaci disponibili. Negli adulti si preferisce la forma micronizzata di griseofulvina (250 mg PO bid o qid) meglio se somministrata durante un pasto ad alto contenuto lipidico.

La forma ultra-micronizzata di griseofulvina viene meglio assorbita e va somministrata in dose singola o frazionata per un totale di 250-330 mg PO nella tinea corporis, cruris o capitis e di 500-660 mg PO nella tinea pedis.

Il farmaco può essere spesso causa di cefalea e occasionalmente di disturbi GI, fotosensibilità, eruzioni cutanee o leucopenia. Inoltre, è stato riportato edema angioneurotico. Sono state segnalate vertigini e raramente esacerbazioni di lupus eritematoso o riduzioni transitorie dell'udito. Gli imidazoli topici associati alla griseofulvina orale aumentano le percentuali di guarigione.

TINEA CAPITIS
Tigna del cuoio capelluto, sclusiva del bambino (2-10 anni) che guarisce spontaneamente alla pubertà. E' molto contagiosa per contatto diretto. La diagnosi viene effettuata tramite esamen microscopico diretto di un capello affetto. La tigna deve essere trattata con Antimicotici sistemici come Griseofulvina in microparticelle come Fulcin cpr 125 e 500 mg: 15 mg/kg/die in 2 somministrazioni dopo i pasti per almeno 2 mesi o Itraconazolo come Sporanox cpr 100mg: 3-6 mg/kg/die con i pasti per 4-6 sett.

TINEA CORPORIS
Infezione dermatofitica della cute giabra, ad esclusione del palmo delle mani e della pianta dei piedi e dell'inguine. Inizia come papula rossastra, che si allarga alla peroferia risolvendosi al centro assumendo un aspetto anulare. La diagnosi si basa su esame al microscopio di preparati umidi con KOH o sull'esame colturale. Nelle tigne del corpo è sufficiente la terapia locale. Si utilizzano gli antimicotici topici in lozioni ocreme contenenti imidazolici come Canesten o Pevaryl.