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ERNIA INGUINALE

Fuoriuscita di un viscere, rappresentato il più delle volte da un’ansa intestinale, attraverso il canale inguinale, cioè attraverso quel tragitto naturale che consente il passaggio, dall’interno della cavità addominale all’esterno del funicolo spermatico nell’uomo e del legamento rotondo dell’utero nella donna.

Essa rappresenta la più comune delle ernie e, per la maggiore ampiezza del canale inguinale, è più frequente nell’uomo.

L’e. inguinale può essere di tre specie.

È obliqua esterna, se si insinua nel canale inguinale partendo dall’orificio interno del canale stesso posto lateralmente diretta, se sfonda la parete posteriore del canale inguinale obliqua interna, se protrude nel canale inguinale passando attraverso un punto relativamente debole posto in prossimità della linea mediana.

Il viscere erniato può spesso costruirsi un sacco assai ampio e deformare profondamente la regione, insinuandosi fino allo scroto dove trova ottime possibilità di alloggiamento ed estendersi a volte persino fino alle ginocchia (in tal caso viene chiamata anche e. permagna).

L’e. inguinale può essere acquisita o congenita: in quest’ultimo caso essa è favorita dal persistere del transito tra il peritoneo e la membrana vaginale del testicolo.

I sintomi provocati dall’e. inguinale sono un fastidioso dolore gravativo, un pizzicore dovuto all’irritazione dei nervi della regione, difficoltà del transito intestinale.

Le complicazioni alle quali è esposta l’e. inguinale sono quelle di tutte le ernie.

La terapia è chirurgica e consiste nell’ablazione del sacco erniario e nella ricostruzione plastica della parete anche mediante apposizione di una rete protesica.